Marcigaglia, costruzioni firmate

Le CLASSI di RISCHIO SISMICO e ZONE SISMICHE In ITALIA

Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.
Le classi sismiche e il relativo calcolo.
In allegato anche la zone sismiche divise per comune italiano.


Fonte:
http://www.mit.gov.it/normativa/decreto-ministeriale-numero-65-del-07032017

Il 28 febbraio 2017 è stato adottato il decreto n. 58 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, necessarie per attivare il cosiddetto “Sismabonus”, cioè gli incentivi fiscali per la valutazione e prevenzione del rischio sismico degli edifici previsti dalla Legge di Bilancio 2017. Il decreto, poi modificato all’articolo 3 dal DM 7 marzo 2017 n. 65, definisce anche le modalità per l’attestazione dell’efficacia degli interventi da parte di professionisti abilitati.

Si tratta di un provvedimento molto atteso che dà il via alla stagione strutturale e organica della prevenzione.

Le Linee guida individuano otto classi di rischio sismico e consentono di attribuire a un edificio una specifica classe, mediante un unico parametro che tiene conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

Elenco delle Classi Antisimiche (Rischio Sismico)
classe A+ (meno rischio)
• classe A
• classe B
• classe C
• classe D
• classe E
• classe F
• classe G (più rischio)

IL RISCHIO SISMICO – definizione
Il Rischio Sismico: l’unità di misura per fare prevenzione
Il Rischio Sismico: è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico.
Dipende da un’interazione di fattori.

Rischio =
Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione

• Pericolosità:
probabilità che si verifichi un sisma (terremoto atteso): zone sismiche

• Vulnerabilità:
valutazione delle conseguenze del sisma: capacità degli edifici

• Esposizione:
valutazione socio/economica delle conseguenze: contesti delle comunità

Le Linee Guida forniscono indirizzi di massima sulla progettazione e associano ai livelli di sicurezza un costo convenzionale in base ai dati del monitoraggio della ricostruzione a seguito del terremoto del 2009 in Abruzzo.

DM 65 del 07-03-2017 Allegato A 
LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE
DEL RISCHIO SISMICO DELLE COSTRUZIONI 

LE ZONE SISMICHE IN ITALIA

Con l’ordinanza P.C.M. n. 3274 del 20 marzo 2003, emanata in seguito all’onda emotiva dovuta al terremoto del Molise del 2002, aggiornata al 16/01/2006 con le indicazioni delle regioni, venivano delegati gli enti locali a effettuare la classificazione sismica di ogni singolo comune, al fine di prevenire eventuali situazioni di danni a edifici e persone a seguito di un eventuale terremoto.
Secondo il provvedimento del 2003, tutti i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali, indicative del loro rischio sismico, calcolato in base alla PGA (Peak Ground Acceleration, cioè il picco di accelerazione al suolo) e per frequenza e intensità degli eventi, inoltre la classificazione dei comuni è in continuo aggiornamento man mano che vengono effettuati nuovi studi territoriali dalla regione di appartenenza o per variazioni statistiche significative nel lungo periodo:

• Zona 1:
sismicità alta (PGA oltre 0,25 g), comprende 708 comuni.

• Zona 2:
sismicità medio-alta (PGA fra 0,15 e 0,25 g), comprende 2.345 comuni (in Toscana ed in Piemonte alcuni comuni sono classificati in Zona 3S, sismicità media, che prevede obbligo di calcolo dell’azione sismica identica alla Zona 2).

• Zona 3:
sismicità medio-bassa (PGA fra 0,05 e 0,15 g), comprende 1.560 comuni.

• Zona 4:
sismicità bassa (PGA inferiore a 0,05 g), comprende 3.488 comuni.

FONTE: http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/rischio-sismico/attivita/classificazione-sismica

SISMABONUS

CLASSE RISCHIO SISMICO SONO OBBLIGATORIE PER INCENTIVI FISCALI – SISMABONUS
Per attivare i benefici fiscali occorre fare riferimento alla classificazione prevista dalle Linee guida, le quali forniscono due metodologie per la valutazione – di cui una semplificata per lavori minori e per il miglioramento di una sola classe di rischio – e l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione a una o più classi superiori. La Legge di Stabilità 2017 ha previsto misure rafforzate per il Sismabonus, in particolare l’estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, cioè buona parte del territorio nazionale a rischio, la stabilizzazione per 5 anni, tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e la detrazione in 5 anni anziché 10. Le detrazioni riguardano immobili adibiti ad abitazioni, seconde case e ad attività produttive e aumentano in relazione all’efficacia dell’intervento: dal 50 all’85 per cento a seconda dei casi.

- fine articolo -

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